I Greci
Nel V secolo a.C. apparvero lungo le coste dell’Adriatico i primi colonizzatori greci e furono proprio questi a dare l’attuale nome sia alla città di Ascoli che al fiume Tronto. Era abitudine dei Greci approdare presso le coste dei fiumi e, una volta stabilitavi una testa di ponte, risalirne il corso alla ricerca di nuovi popoli con i quali allacciare scambi commerciali. Il Tronto, navigabile nel I millennio a.C. fino in prossimità della sua confluenza con il Castellano, dove sorge oggi la città di Ascoli, si inoltra subito dopo nella stretta vallata che conduce ad Acquasanta e il suo corso diventa all’improvviso accidentato, tortuoso, tormentato, tanto che le pareti rocciose che ne delimitano il letto appaiono letteralmente consunte dalle sue acque un tempo molto vorticose. I Greci furono totalmente colpiti da questo spettacolo spettacolo naturale che chiamarono il fiume con un vocabolo derivante dal loro “truo” che significa appunto “tormento”. Dal nome del fiume derivò anche quello dell’abitato che sorgeva nei pressi della sua foce, chiamato pertanto Truentum. Tronto. Dall’antichità infatti una delle prime produzioni agricole che resero famosa la nostra terra è quella del vino. L’ambiente collinare, la luminosità e il calore del sole consentono alle uve di raggiungere alte gradazioni di zuccherine e profumi particolarmente delicati, fattori questi che hanno favorito da sempre l’affermarsi nella zona della coltivazione delle vite. Il modo più diffuso e più antico col quale le nostre popolazioni ottenevano il vino era quello di riempire un sacco di uva e saltarci sopra fino a farne uscire tutto il destinato a diventare vino. Quando i Greci giunsero nelle nostre contrade, nel vedere i coltivatori di vite saltellare su sacchi di pelli di animale dai quali fuoriusciva mosto, credettero che si trattasse di un rito in uso nella loro terra d’origine. Infatti tra i vari culti più o meno misteriosi che caratterizzavano la mitologia greca, uno dei più diffusi era quello celebrato in onore di Dionisio, dio del vino. Il secondo giorno delle Dionisie era caratterizzato da una gara consistente nel ballare sopra un otre pieno di vino e unto all’esterno di grasso. Colui che riusciva a tenersi in piedi e a non scivolare si aggiudicava il vino contenuto nell’otre. Questa gara veniva chiamata Ascolia, da ciò il nome di Ascoli che i Greci diedero al nucleo urbano più consistente che trovarono lungo la vallata del Tronto.



