I Piceni
All’inizio del I millennio a.C. un nuovo popolo venne a stabilirsi nella valle del Tronto: i Piceni. Chi erano, e da dove venivano? La tradizione, avvalorata da molti storici di epoca romana come Plinio il Vecchio e Strabone, considera i Piceni un gruppo etnico proveniente dalla Sabina, emigrato in seguito da una “primavera sacra”. Nell’antichità in occasione di particolari circostanze, per ingraziarsi la benevolenza degli dei, si faceva un volto pubblico col quale venivano consacrati alla divinità, e perciò ad essa sacrificati, tutti coloro che sarebbero nati nella primavera successiva (primavera sacra). Col passare del tempo fu soppresso il sacrificio vero e proprio, ma rimase la consacrazione agli dei, per cui i nati nella primavera sacra, divenuti adulti, erano obbligati da questo voto ad espatriare, perché non erano considerati parte della comunità, in quanto votati agli dei. Si riteneva inoltre che questi “pellegrini senza possibilità di ritorno” avessero come guida augurale, come totem, un animale. E la tradizione appunto racconta che i Piceni avessero derivato il loro nome dal fatto che erano stati guidati nel nostro territorio dal volo augurale di un picchio (picus), uccello sacro a Marte, dio della guerra. Questo spiega non solo l’origine etimologica del loro nome, ma anche la loro natura bellicosa. Infatti le armi offensive e difensive ed i carri da guerra rinvenuti nella necropoli picene dimostrano che questi erano un popolo forte e guerriero che occupo non solo la valle del Tronto, ma anche la fascia collinare e costiera a destra e a sinistra del suo corso, includendo quindi anche il territorio dei Liburni.



