Storia di Martinsicuro
Martinsicuro è uno dei più giovani comuni della Repubblica Italiana ed è, nello stesso tempo, uno dei più antichi centri abitati di tutta la nostra penisola. Come Comune, infatti, è sorto solo nel marzo del 1963, quando il decreto n. 640 del Presidente della Repubblica lo rese autonomo, insieme alla frazione di Villa Rosa, dal territorio di Colonnella. In realtà, però, le origini di Martinsicuro si perdono nella storia, anzi nella preistoria, poiché esse risalgono, senza alcun dubbio, all’inizio del V millennio a.C., ben settemila anni fa. I geologi hanno accertato che il territorio sul quale sorgono gli agglomerati urbani di Martinsicuro e Villa Rosa è formato in massima parte da materiale da riporto che il fiume Tronto a nord e il Vibrata a sud hanno trascinato a valle nel corso dei millenni. E’ accertato, inoltre, che la foce del Tronto ha subito vari spostamenti, assumendo, prima dell’attuale forma a estuario, quella di una foce a delta con numerose diramazioni. Millenni orsono infatti il Tronto, giunto all’altezza dell’attuale cavalcavia della Statale Adriatica, invece di proseguire direttamente verso il mare, come fa oggi, volgeva il suo corso verso sud, lambiva la fascia collinare lungo l’attuale asse della Statale Adriatica per circa due chilometri, per poi finalmente riprendere la direzione del mare con una foce ramificata a delta. Di conseguenza tutta l’attuale fascia costiera era zona prevalentemente paludosa . In questi ultimi secoli si è preceduto ad un’opera di graduale bonifica di tutto questo territorio acquitrinoso ed è stata definitamente imbrigliata la foce del Tronto mediante la costruzione di un argine in terra battuta. Ecco perché l’argine destro della foce del Tronto, sul versante abruzzese, si protende in mare in maniera molto più marcata di quello sinistro posto sul versante marchigiano. Tuttavia la zona collinare, immediatamente a ridosso della fascia costiera, offriva un ottimo habitat alla flora e alla fauna tipiche delle zone umide. Il clima mite e l’atmosfera sufficientemente umida avevano favorito la diffusione di un folto manto boschivo che, partendo dalle prime colline, arrivava alle falde della catene montuose del retroterra. La relativa vicinanza delle quali rappresentava infine una barriera contro eventuali incursioni dal versante tirrenico e nello stesso tempo garantiva abbondanti selci per la fabbricazione di arnesi per gli usi domestici e per la caccia. Tutti questi fattori avvalorano la tesi di quegli archeologi i quali ritengono che questa zona sia stata una delle prime stazioni della fascia costiera adriatica ad invogliare l’uomo preistorico a fissare qui la sua dimora in maniera pressochè definitiva.



